Fritole veneziane

Fritole veneziane

Carnevale fa rima con dolci fritti. In Sardegna, come in tutta Italia quella dei dolci fritti è pura tradizione carnevalesca.



Tutti buonissimi ma quest’anno, in barba ai numerosi impedimenti, ho “viaggiato” con le famose Fritole veneziane.

Palline di pasta lievitata, con uvetta, pinoli e secoli di storia racchiusi negli infiniti granelli di zucchero che danno quel tipico aspetto da pepita preziosa.

Ebbene, qualche giorno prima della preparazione sono andato alla ricerca della ricetta ideale. Ho sfogliato le solite riviste vecchie; persino una Cucina Italiana degli anni ’60 e una degli anni ’80 in cui però, fra la miriade di fritture carnevalesche, mancavano sempre loro, le Fritole Veneziane.



Ma come? sono così antiche, così famose e non riesco a trovarle? stavo quasi per cedere e iniziare a preparare gli ingredienti per i crostoli (che sarebbero le chiacchiere, sempre venete) ma poi ho pensato che il mio amico Roberto Murgia avesse la soluzione. E così è stato.

Riporterò la ricetta a lui trasmessa da un’amica veneziana. Più collaudata di così non si può!

L’aspetto storico che mi ha incuriosito di più è certamente la presenza delle Fritole (o dei momenti della loro preparazione) su alcune tele dipinte dai maestri del Settecento. La più diffusa è certamente quella di Pietro Longhi, che ha intitolato uno dei suoi lavori più famosi “La venditrice di fritole”. Sono numerose anche le fonti letterarie in cui le fritole sono oggetto di veri e propri racconti; scene di vita da laguna in cui delle fritole viene raccontato tutto, persino il modo in cui venivano cosparse di zucchero per attirare i passanti.



Lo street food del  passato!

Le fritole erano infilzate in piccoli spiedi e vendute così, per poter essere mangiate e non ungere le mani. È verosimile credere che qualche goloso impaziente, anche all’epoca, le mangiasse di ritorno a casa o a passeggio per le calli.




Ecco gli ingredienti. Ho optato per la ricetta consigliata da Roberto per via della minima quantità di lievito: solo 2 gr. in confronto ai 25 che vengono indicati nelle ricette del web.

  • 600 gr. di farina manitoba
  • 90 gr. di zucchero
  • 20 gr. di rum (io ho utilizzato la grappa)
  • 2 gr. di lievito di birra
  • 2 uova e 1 tuorlo
  • 450 gr.  di latte intero
  • 5 gr.  di sale fino
  • 150 gr.  di uvetta ammollata nel rum e strizzata
  • 70 gr.  di pinoli leggermente tostati
  • la scorza grattugiata di 3 arance

Procedimento:

Premetto che un’ impastatrice planetaria in questo caso è davvero di grande aiuto. Nella ciotola dotata di foglia aggiungi i 2 gr. di lievito, il rum o la grappa e 225 gr. di latte tiepido. Aggiungi i 90 gr. di zucchero, la farina e impasta. Lentamente aggiungi anche il latte rimasto, alternato dall’aggiunta delle uova, attendendo che queste siano ben inglobate all’impasto. Mantenere la velocità 2-3 fino a quando l’impasto tenderà a staccarsi dalle pareti della ciotola. Aggiungi anche la scorza dell’arancia e continua a impastare per qualche altro minuto. Aggiungi anche il sale e fai assorbire, dopodiché aggiungi l’uvetta e i pinoli. Impasta ancora qualche minuto. Trasferisci l’impasto in una grande ciotola, sigilla con pellicola, copri con una o due coperte (in base alla temperatura che hai a casa) e lascia lievitare per 12 ore. (Io l’ho ultimato alle 22:30 e l’indomani alle 10:45 ero già impegnato nella frittura).

Trascorso il tempo potrai friggere le tue Fritole veneziane in olio caldo. Monitorale, rigirale in modo che si cuociano in modo uniforme, scolale e completa i passaggi con un bagno di zucchero semolato.




Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *